Nell’estate del 1990 è l’imprenditore edile Raffaele Iacuzio, già dirigente della Paganese durante la presidenza De Risi, a farsi avanti affinche il calcio a Pagani non scompaia. Per evitare di partire da un mortificante torneo di Prima Categoria, Iacuzio acquista il titolo di Promozione dallo Stabia. La Nuova Paganese si affida all’esperienza di Gino Quaratino nelle vesti di direttore generale e sceglie come tecnico Guglielmo Ricciardi già trainer delle giovanili del Sorrento.
La Paganese al termine di un campionato dignitoso si classifica al terzo posto; posizione che gli vale la qualificazione al torneo di Eccellenza istituito per la prima volta dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. Iacuzio caratterizzerà i suoi anni di presidenza soprattutto per l’impegno in favore del settore giovanile che gli regalerà non poche soddisfazioni.
Per la stagione ’91–’92 l’organico della precedente stagione, capeggiato dal capitano Alfonso Califano e dall’estroso Del Giudice, viene integrato con nuovi innesti come il difensore Esposito, l’attaccante Scala e il giovane Vollaro dalla Primavera del Napoli. Per gli azzurri si rivela un campionato entusiasmante. Mattatore della stagione è l’attaccante Peppe Orlando capace di ben 19 marcature. Le prime due in trasferta a Cava de’Tirreni contro la favorita del girone dove gli azzurrostellati si impongono per 2-1. E’ l’inizio di un cammino trionfale interrotto solo alla settima giornata in seguito alla sconfitta nel derby con la Nocerina e alla nona (Gelbison, 0-1). Con venti vittorie, sette pareggi e solo tre sconfitte, la Paganese si aggiudica il torneo con quattro gare di anticipo e ritorna nel campionato interregionale denominato Nazional Dilettanti.
Iacuzio riconferma alla guida della squadra il tecnico Ricciardi. L’organico rimane più o meno invariato ma lasciano Pagani destando non pochi malumori in seno alla tifoseria l’attaccante Orlando e il centrocampista Catapano. Tra gli acquisti in prospettiva più interessanti quello di Giovanni Piemonte. Il torneo si rivela difficile. Il girone siciliano propone autentici squadroni come Trapani e Marsala. Le cose si complicano e alla nona giornata Ricciardi rompe irreparabilmente con la società. La panchina viene affidata ad Angelo Mammì che prova a dare una scossa all’ambiente. Alla fine anch’egli sarà esonerato a tre giornate dalla conclusione del torneo che sarà terminato dall’allenatore della Berretti Enrico Serra. La Paganese si assicura la permanenza nel Campionato Nazionale Dilettanti. Tuttavia, Iacuzio comuncia ad avere difficoltà economiche nell’ingrato compito di condurre la società da solo. Inoltre si sa che per il campionato che sta per iniziare la squadra non potrà usufruire dello stadio “Marcello Torre” in quanto sono in programma i lavori di ristrutturazione dello stesso. Viene riconfermato come tecnico Serra mentre Alfonso Pepe ricopre l’incarico di direttore sportivo. E’ la città di Sarno a dare ospitalità alla Paganese. Nonostante ciò si giocherà pochissimo a Sarno in quanto, a causa delle intemperanze dei propri sostenitori, la Paganese sarà costretta a subire numerose squalifiche di campo. Dopo sette giornate viene esonerato il tecnico Serra che pure gode di parecchia stima da parte del presidente Iacuzio. Al suo posto viene chiamato a guidare la squadra Mario Schettino. La squadra viene anche rinforzata con l’arrivo dei vari Collina, Vitiello, Soviero e Prete. Nonostante le continue inibizioni che porteranno la squadra a giocare anche alcune partite a porte chiuse la Paganese riesce a risalire la china. Conquista alla fine del torneo la decima posizione grazie anche alle 12 reti di Falanga.
Iacuzio al termine della stagione getta la spugna. Ancora una volta la Paganese si vede costretta ad essere retrocessa per problemi economico-finanziari. Si riparte nuovamente dall’Eccellenza. A capo della società torna dopo quasi un decennio Dino Malet. Si cerca di allestire una squadra che possa vincere il campionato ma non sarà così. Dapprima viene chiamato in panchina Nino Scarfato, già allenatore degli azzurri nella stagione ’88 – ’89, poi dopo tre sconfitte di fila al suo posto è chiamato a dirigere la squadra una vecchia conoscenza degli sportivi Gianclaudio Iannucci per anni calciatore della Paganese. Malet regge le redini della società fino a metà anno. Poi cede la società a Pietro Francione. Anche Iannucci successivamente è esonerato e al suo posto è ingaggiato Tano Vergazzola che condurrà la squadra fino alla fine del campionato conquistando la terza posizione finale.
Il 31 agosto 1995 riapre i battenti lo stadio “Marcello Torre”. La riapertura viene celebrata con una gara amichevole contro la Salernitana che milita nel campionato di serie B.
Francione riconferma la fiducia a Tano Vergazzola. La squadra si avvale di giocatori abilissimi per la categoria come il centrocampista Ventura e l’attaccante Astarita. Nonostante ciò i risultati sono inferiori alle attese. Dopo sole quattro giornate di campionato e due sconfitte rimediate Vergazzola è esonerato. Al suo posto viene chiamato sulla panchina azzurra Marzocca. La squadra comincia a marciare nel verso giusto ma nello scontro diretto è sconfitta dall’Ebolitana che ne respinge le ambizioni da primato. Al termine del torneo gli azzurro stellati si piazzano solo sesti, un risultato deludente che non rispecchia le reali ambizioni della sua tifoseria.
L’annata 1996 – 97 si presenta con un fatto inedito per la storia del calcio paganese. Un gruppo di imprenditori composto da Domenico Campitiello, Domenico Lombardi, Alfonso Tortora, Giuseppe De Vivo, Ferdinando Lavorante, Franco Daniele, Salvatore Rosolia, Salvatore Coda decidono di voler cominciare a dirigere una società di calcio. I tentativi di entrare in società con il presidente Francione non danno hanno buon esito. E così il gruppo rileva la società del Castel S. Giorgio che, ironia della sorte, milita nella stessa categoria della Paganese.
Pertanto il campionato vede ai nastri di partenza due formazioni di Pagani: la Paganese, appunto, e la Real Paganese, questa la denominazione della nuova società che si confrontano in un inedito derby. L’insolito confronto diretto si gioca alla seconda di campionato e termina 1-1 con reti di Capuozzo per la Paganese ed Esposito per la Real. Gli spettatori assistono con un pizzico d’incredulità alla gara. Con il passare delle giornate è la Real Paganese a guadagnare maggiore sostegno grazie ai migliori risultati conseguiti sul campo. La squadra del presidente Campitiello è allenata da Cinquegrana, ex giocatore della Paganese degli anni ’70.
La Real Paganese dopo aver sfiorato la conquista della Coppa Italia dilettantistica riservata alle squadre della regione Campania, contende anche all’Angri la vittoria di campionato. Gli azzurri si classificano al secondo posto e partecipano ai play off dell’Eccellenza sfidando la Boys Caivanese.
Nella gara di andata giocata al “Torre” la Real non va oltre lo 0-0. In quella di ritorno viene sconfitta per 2-1 e deve rinunciare ai sogni di promozione nel campionato di serie D.
La Paganese del presidente Francione, invece, si classifica all’11° posto. Al termine della stagione lo stesso Francione cederà il titolo della società al San Marzano, pertanto Pagani ritornerà a disporre di una sola squadra a rappresentarla calcisticamente.
La Real Paganese che è quindi rimasta l’unica squadra di Pagani inizia la stagione ’97- ’98 con il chiaro intento di puntare alla vittoria del campionato. In panchina resta Cinquegrana che sarà sostituito da Ferraioli. La Paganese , dopo un lungo inseguimento, giunge seconda a pari merito con la Palmese. Pertanto è necessario uno spareggio per decretare quale delle due squadre debba accedere agli spareggi per la promozione nel campionato di categoria superiore.
La gara si disputa allo stadio “S. Colomba” di Benevento ed è una girandola di emozioni. La Palmese va avanti per 3-0 ma nel giro di dieci minuti gli azzurro stellati riacciuffano la parità grazie alle reti messe a segno da Montuoro, Crisci e Santaniello. Nella ripresa non ci saranno più marcature, così come nei tempi supplementari. Si va ai rigori che premiamo la Palmese. Per i dirigenti azzurri è un’altra atroce delusione.
Con la stagione ’98 – ’99 si registra un cambio al vertice societario. Campitiello cede la carica di presidente a Lombardi. Viene scelto come allenatore Formicola, conoscitore del campionato di Eccellenza. Tuttavia, la sconfitta rimediata contro il Sapri al “Marcello Torre” apre una crisi in casa azzurro stellata. Due punti nelle successive tre partite costano la panchina a Formicola.
Al suo posto arriva Amerigo Ferrara che esordisce vincendo con un perentorio 3-0 nel derby con l’Angri. Con Ferrara la Paganese comincia a marciare in modo spedito. Gli azzurri sfruttano alcuni passi falsi del Sapri per avvicinarsi alla vetta. La gara decisiva si disputa a Sapri mercoledì 3 marzo per disposizione prefettizia ma i supporters della Paganese in gran numero si recano in riva al golfo di Policastro. Eroi della giornata si rivelano Salvatore Perrone e il sempre verde Franco Santaniello, autori delle due reti con cui la Paganese si aggiudica l’incontro. Al termine dell’incontro Mimmo Lombardi è portato in trionfo dai tifosi. Il resto è una cavalcata verso la vittoria del titolo. Nemmeno la sconfitta a tavolino subita insieme all’Angri con conseguente squalifica del proprio terreno di gioco per intemperanze delle rispettive tifoserie impedisce alla Paganese di farcela.
La promozione arriva sul neutro di Pomigliano D’Arco quando la Paganese supera il Solofra per 1-0 grazie ad un gol di Ruocco.
Per la nuova avventura nel Campionato Nazionale Dilettanti la Paganese si affida ad un tecnico di provata esperienza Franco Villa. Arrivano calciatori con gran voglia di mettersi in mostra come il portiere Mennella, il difensore Iossa, l’esterno Di Domenico, il centrocampista Gatta e l’ala destra Cannalonga. Gli azzurri disputano un buon girone di andata nel quale fanno sperare anche di poter lottare per la promozione; poi, gli obiettivi vengono ridimensionati con alcune prestazioni al di sotto delle aspettative. Ciò nonostante la nona posizione finale per una neo promossa rappresenta comunque un risultato dignitoso.


















